Cozzi, Maria (Settimo di Bornasco (PV), 1889 ottobre 13 - Coucy Les Eppes (Francia), 1918 novembre 11)

Tipologia: Persona

Maria Cozzi (Settimo di Bornasco, 13 ottobre 1889 – Coucy-lès-Eppes, 11 novembre 1918) figlia di Ernesto Mario e di Irene Albertario, è stata un infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana morta in Francia durante Prima guerra mondiale.
Maria Cozzi fu tra le prime pavesi che vestirono il velo delle Crocerossine iscrivendosi nel 1914 al II corso per infermiere volontarie di Pavia. Allo scoppio del conflitto la Croce Rossa istituì un proprio Ospedale Territoriale nell'Asilo Gazzaniga di via Palestro; allo stesso tempo il piano di mobilitazione sanitaria nazionale indicò Pavia come “Città Ospedaliera” e vennero così trasformati in Ospedali di Riserva alcuni collegi universari, scuole e stabilimenti industriali.
Anche la regolarità delle lezioni venne alterata e le giovani allieve vennero destinate agli ospedali: Maria Cozzi prese servizio presso l'Ospedale Territoriale della CRI il 15 luglio 1915 e circa un anno dopo venne trasferita in zona di guerra ed assegnata all'Ospedale da Campo n. 15 distaccato nei paesi di Dolegna, Vipulzano e Brestie sul fronte dell'Isonzo.
“Sull'Isonzo Maria Cozzi trascorse più di un anno di lavoro continuativo: non rientrò in licenza nè a gennaio 1917, quando le venne conferito il diploma d'Infermiera Volontaria per merito, nè il 26 aprile dello stesso anno, quando ad Alessandria si tenne una cerimonia di premiazione e il Presidente della C.R.I. Conte Somaglia le assegnò la sua prima decorazione, la medaglia d'argento di benemerenza concessale nel marzo precedente.” (1)
La sua permanenza al fronte durò fino al 24 ottobre 1917, inizio della battaglia di Caporetto.
Maria Cozzi tornò a casa il 30 ottobre 1917 chiedendo di essere nuovamente inviata al fronte: fu assegnata al II Corpo d'Armata, III Divisione, e il 21 marzo 1918 giunse a Calcinatello, in provincia di Brescia, ove le divisioni italiane si stavano organizzando al comando del Generale Albricci.
Dal diario di Maria Cozzi: “14 aprile 1918 Corre la voce che si vada in Francia, ne siamo tutti contenti, io ne sono felice e entusiasta!” (2). Il 20 aprile, giorno della partenza per la Francia, il Corpo d'Armata ricevette il saluto del Re e le Infermiere Volontarie furono passate in rassegna da Elena, duchessa d'Aosta, Ispettrice nazionale del Corpo. “Alle 13 il lungo treno manda 3 fischi lunghi che sembrano gridi e parte. Cantiamo tutti e siamo lieti, ma un fremito ci scorre nelle vene, addio Italia nostra! Ci fermiamo a Cremona dove mangiamo dei buoni torroni. Ci fermiamo per brevi istanti a Pavia dove non posso vedere nessuno mentre molti sentimenti invadono l'anima mia.” (2)
La III Divisione fu dislocata in diversi paesi francesi (Mailly, Epans, Rarecourt, Fleury, etc.) e Maria Cozzi, come testimoniato dal suo diario, fu sempre coinvolta nei trasferimenti.
“17 giugno Ancora feriti gravi e decessi, siamo molto depressi e scoraggiati, si lavora molto. Arriva fino a noi la notizia che è cominciata l'offensiva Austriaca sul fronte Italiano, le notizie sono buone, ma trepidiamo ansiosamente, sursum corda!” (2)
Il 18 agosto ottenne la licenza per tornare a casa, per l'ultima volta. Tornando dalla licenza conobbe Italia Anita Garibadi, nipote di Giuseppe, “che mi colma di gentilezze e mi aiuta a trovare il mio ospedaletto” (2).
Il 3 novembre 1918 le fu attribuita da parte del Regio Esercito Italiano la croce al merito di guerra.
L'ultimo luogo di lavoro fu il castello di Coucy les Eppes esposto al fuoco nemico, ma la causa della morte di Maria Cozzi fu la forma influenzale denominata “Spagnola” diffusasi in Europa già nella primavera del 1918 e contratta dall'infermiera durante le cure che stava prestando ai soldati malati.
Venne sepolta nel cimitero militare in Francia, il suo corpo venne traslato a Pavia nel febbraio 1921.
Numerose furono le attestazioni di encomio a lei attribuite, sia ufficialmente, sia privatamente; fu insignita di decorazioni italiane e francesi.
Sull'abitazione di famiglia in via Severino Boezio a Pavia è stata posta nel 1927 una lapide commemorativa.

Complessi archivistici