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Manoscritti - Sezione II | Archivio Storico Civico Pavia

Manoscritti - Sezione II (s.d.)

Sezione

201 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Metri lineari: 7.0

Consistenza: 201 registri e volumi

Storia archivistica:

L'intervento di riordino e catalogazione è stato realizzato nel 1973 da Xenio Toscani. L'autore nell'introduzione descrive come i manoscritti fossero elencati in un vecchio e molto sommario indice, dattiloscritto, che di ciascuno dava solo il titolo, ed anche in questo modo approssimativo e talvolta errato, senza alcun cenno di descrizione. Ai manoscritti così elencati si sono aggiunti, nel corso del tempo, 22 manoscritti in nessun modo inventariati, mentre alcuni non risultavano più reperibili. I 426 manoscritti erano divisi e classificati sotto tre lettere, corrispondenti a tre diversi formati: A, 188 manoscritti (numerati da 1 a 187 ma con 171 bis); B, 215 manoscritti (numerati da 1 a 214 ma con 213 bis); C, 23 manoscritti.
Durante il riordino e la schedatura si è constatato che questo complesso di manoscritti comprendeva, oltre ad unità bibliografiche vere e proprie, anche unità più propriamente archivistiche: registri del Consiglio di Provvisione del Comune di Pavia, raccolte di lettere ducali, ecc. E' sembrato opportuno per questi motivi distinguere in due sezioni i manoscritti, raccogliendo in una le unità bibliografiche, nell'altra invece tutto quanto doveva essere considerato fondo archivistico. Per questa ragione esistono ora due sezioni manoscritti, dei quali è stato fatto catalogo distinto. Oltre a ciò, un gruppo di 61 manoscritti non compare in questo inventario perché si è ritenuto di dare ad essi altra collocazione; le tavole di concordanza indicano la nuova collocazione di ciascuno: 24 manoscritti sono entrati a far parte della biblioteca del Museo Civico (si tratta per lo più di inventari di monete, stampe, oggetti posseduti dal museo, e redatti dai donatori, e costituiscono materiale che non può essere separato dalle raccolte stesse); 6 manoscritti sono entrati a far parte del Fondo di Carlo Marozzi (si tratta di manoscritti di argomento araldico genealogico, compilato da Carlo Marozzi e da lui donati assieme al suo schedario e blasonario; 20 manoscritti costituiscono fascicoli di carte varie per lo più d'archivio, da ricollocare pertanto nelle cartelle da cui sono state tolte. Renato Soriga per esempio raccolse, distraendole dall'Archivio Comunale, varie carte relative ad agitazioni nel periodo della Repubblica cisalpina, e ne fece un fascicolo che la morte gli impedì di restituire alla dovuta collocazione; a questo fascicolo si diede in seguito segnatura, considerandolo come un manoscritto; 1 manoscritto si è aggiunto ai documenti del Museo del Risorgimento; 10 manoscritti, elencati nel precedente inventario, sono purtroppo irreperibili.
Restano 365 manoscritti, che con l'aggiunta dei 22 manoscritti precedentemente non elencati, costituiscono l'attuale Fondo di manoscritti distinto, come sopra descritto, in due sezioni.
Non è purtroppo possibile documentare la provenienza di tutti i manoscritti perché il vecchio “Inventario delle carte e dei manoscritti” non indica la provenienza delle singole unità. Un registro, che riporta in ordine cronologico le nuove acquisizioni dei Musei Civici dal 1878 al 1910 permette di individuare la provenienza solo di un esiguo gruppo di manoscritti. Solo in qualche caso si possono trovare note di possessori, o ex libris, o annotazioni varie ai margini.
I manoscritti la cui provenienza ci è nota possono essere distinti in otto serie principali:
1. Carte dell'Archivio Comunale di Pavia;
2. Carte di Monasteri pavesi soppressi;
3. Carte di Rodolfo Maiocchi;
4. Carte di vari eruditi pavesi;
5. Doni di privati.
Dall'Archivio Comunale proviene il fondo più cospicuo: si tratta di registri-regesti di materiale d’archivio, compilati alla fine del secolo XVIII (un sessantina di registri e volumi), di Libri Provisionum, verbali di sedute del Consiglio cittadino, per vari anni dei secoli XV, XVI, XVII, o di volumi di Litterae Ducales recanti in copia il testo delle missive indirizzate al governo di Milano agli organi cittadini, per vari anni nei secoli XV, XVI, XVII, o registri di catasti o estimi cittadini (una cinquantina di volumi). Si trovano pure statuti della città e statuti di paratici (secoli XV-XVII).
Dagli archivi di monasteri pavesi sopressi, o di confraternite pure soppresse, sono pervenuti alcuni manoscritti: Regole del monastero di San Gervasio, Inventario delle scritture della compagnia dell’Immacolata, Libro delle entrate e delle spese del monastero di Santa Chiara (secolo XVIII), Liber professionis del monastero di San Felice, Carte di Santa Maria Gualtieri, Lezionario di San Pietro in ciel d’oro.
Il fondatore, Carlo Bonetta, ha lasciato alla Biblioteca i suoi appunti di lezioni universitarie e gli scritti di argomento giuridico e storico nonché carte familiari, aprendo così l’elenco di studiosi pavesi che hanno donato alla Biblioteca i proprio manoscritti; fanno spicco, per importanza e consistenza quantitativa, le Carte Terenzio e il fondo Maiocchi, diviso in due parti: i manoscritti delle opere del Maiocchi, in parte inedite, e i manoscritti posseduti dal Maiocchi e da lui donati alla Biblioteca (specialmente importante il manoscritto che raccoglie costituzioni sinodali pavesi del secolo XIV). A G. Capsoni, a Carlo Marozzi e a G. Franchi si devono gli altri più cospicui fondi. Doni e acquisti hanno notevolmente incrementato il fondo dei manoscritti, anche se, purtroppo, non tutti gli acquisti sono documentati; nei casi noti, la descrizione del singolo manoscritto dà conto della provenienza.
Nel 2016, all'interno del progetto di “Revisione degli inventari dell'Archivio storico civico da realizzarsi con l'appplicativo Archimista”, l’Archivio storico civico ha trasferito i dati del catalogo realizzato da Xenio Toscani, nel software Archimista.
Nel dettaglio, sono state effettuate le seguenti operazioni: consultazione e aggiornamento della bibliografia di riferimento; realizzazione delle schede di: Complesso archivistico, Serie, Unità archivistiche.
E' stata effettuata la normalizzazione delle unità archivistiche compilando i campi:
tipologia (ove non presente);
titolo (ove non presente);
estremi cronologici;
contenuto;
segnatura archivistica;
segnature precedenti;
descrizione fisica.
Non è stato possibile compilare la scheda inerente il soggetto produttore in quanto, in realtà si tratta di una raccolta di manoscritti provenienti da diversi fondi archivistici.
Le banche dati inventariali sono state realizzate con Archimista web allo scopo di essere pubblicate sul sito istituzionale del Sistema Bibliotecario.

Lingua della documentazione:

  • lat

Documentazione collegata:

Archivio comunale di Pavia.

Condizione di accesso: accessibile previa autorizzazione

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Fonti

  • Catalogo manoscritti = Xenio Toscani, Catalogo dei mansocritti della Bilbioteca civica "Bonetta", Tipografia del libro, 1973

Compilatori

  • Revisione: Mara Pozzi (responsabile scientifico)
  • Revisione: Caterina Antonioni (schedatore)
  • Revisione: Susanna Sora (schedatore)