Salva la cartolina! Le schede dei militari ricoverati negli ospedali di riserva di Pavia durante la prima guerra mondiale (2014)

Tipologia d'intervento: recupero

Invito a presentare proposte per la realizzazione di progetti di valorizzazione di biblioteche e archivi storici di enti locali o di interesse locale
(l.r. 81/1985 – anno 2014)

Ente: Comune di Pavia – Biblioteca Civica Bonetta-Archivio Storico Civico
Titolo del progetto: Salva la cartolina! Le schede dei militari ricoverati negli ospedali di riserva di Pavia durante la prima guerra mondiale.
Costo totale del progetto realizzato: …27.891,81
Contributo regionale assegnato: 18.000,00
Cofinanziamento: 9.891,68 ( = 35,45 %)

Relazione tecnica

Descrizione dell’intervento realizzato:

o contenuti, fasi e organizzazione del progetto
Durante il periodo bellico anche Pavia ha dovuto creare una rete sanitaria locale per fronteggiare
l’emergenza,inserendosi nel “Piano di mobilitazione nazionale” con l’istituzione di una serie di
Ospedali di Riserva:
 presso i Collegi universitari Borromeo e Ghislieri, diretti da Camillo Golgi;
 presso le Scuole Carducci, Collegio Sant’Agostino, Istituto Senatore; gli Stabilimenti Pacchetti e
Cines Seta;
 presso Le Cliniche Neuropatologica Mondino e Dermatologica Mantegazza;
 presso palazzi privati o pubblici non utilizzati e da identificare attraverso la documentazione inedita.
Il responsabile generale dell’organizzazione sanitaria d’emergenza era il prof. Giuseppe Sormani,
direttore dell’Istituto d’Igiene dell’Università. ed autore nel 1888 di una Geografia nosologica dell’Italia, dove aveva codificato i criteri
progettuali per l’edificio del nuovo Ospedale San Matteo di Pavia che, iniziato nel 1915, dopo l’interruzione bellica, verrà completato nel 1935.
Lo stato di guerra aveva posto in luce i gravi problemi di difesa sanitaria non solo dei militari feriti od ammalati, ma anche della popolazione, ancora più esposta. Aumentavano, infatti, le possibilità di contagio della malaria, dissenteria epidemica e tubercolosi e da ultimo i numerosi ricoveri e l’alta mortalità delle persone colpite dalla epidemia influenzale del 1918.

Motivazioni ed obiettivi, risultati attesi , fasi di lavoro
Il materiale oggetto dell’intervento è costituito da circa 70.000 schede sciolte che coprono il periodo bellico e si prolungano a tutto il 1919 , cioè sino allo smantellamento dell’organizzazione sanitaria d’emergenza.
Le schede sono suddivise in tre parti:
Dati anagrafici: cognome, nome, paternità e residenza;
militari:classe, grado, distretto, reggimento;
sanitari:Luogo di ricovero, data d’arrivo e dimissioni, n° del letto, descrizione della patologia endogena (malattia, epidemia) od esogena (infortunio, ferita), annotazioni varie.
L’imponente quantità delle informazioni da esse ricavabili fornisce non solo una mappatura delle sedi cittadine ospedaliere, ma da il quadro dell’apporto dato da Pavia, soprannominata “Città ospedale” al ricovero di militari provenienti dal Fronte. Le varie discipline storiche potranno accedere a dati socio – sanitari ed avere una mappa delle principali malattie, endemiche e contagiose, anche psicosomatiche, oltre che della chirurgia tipica del periodo bellico. Non dimentichiamo poi che nel biennio 1918-19 sono ricoverati nelle strutture d’emergenza anche i civili colpiti dalla “Spagnola”, e qui si tratterà di verificare se nella diagnosi ci sono delle reticenze determinate da una sorta di “censura sanitaria” per non allarmare ulteriormente la popolazione.

o tempi di realizzazione
Il progetto è stato avviato il 18 aprile con una prima fase consistente nel trasporto delle schede militari dai depositi dei Musei Civici di Pavia
alla Biblioteca Bonetta-Archivio storico civico, dove sono state ripulite, ordinate alfabeticamente e quantificate

La seconda fase è consistita nella digitalizzazione di 55.147 schede militari a cura della Imaging System Service che sono state tutte scannerizzate, in tre momenti successivi e riportate su un e-book esterno dotato di un motore di ricerca per cognome

Parallelarmente è stato ultimato il lavoro di schedatura tramite Archimista di 10.000 schede, che riportano in maniera esaustiva le varie parti
delle schede (dati anagrafici, dati militari, dati ospedalieri) in modo da avere un significativo
campione che sarà messo on-line per ricerche personali e di studio per le varie discipline storico-socio-economiche.
Da ultimo 27.932 schede militari sono state imbustate sotto vuoto ai fini di una corretta conservazione e per ottimizzare lo spazio
dalla ditta Tirrenia di Genova.
o risorse umane utilizzate e relative competenze

La Biblioteca civica Bonetta-Archivio Storico Civico del Comune di Pavia, proprietario e custode della documentazione ha richiesto, ricevendone risposta affermativa, la collaborazione a diversi Enti ed Associazioni culturali cittadine:

 Il Museo del Risorgimento, istituzione comunale, ha in programma l’allestimento di una sala relativa alla prima Guerra Mondiale con relativa esposizione e curerà anche l’aspetto sanitario (oggetti, divise, fotografie) e quindi si è reso necessario e continuo il confronto tra la parte documentaria e quella più specificatamente espositiva.
 Il Sistema Museale d’Ateneo che comprende varie strutture tra cui Il Museo per la Storia dell'Università di Pavia, diretto dal prof. Paolo Mazzarello, docente di Scienze Umane e Storia della Medicina, ha offerto un supporto scientifico non solo sulle patologie dei ricoverati, ma anche sulle varie sedi universitarie che li hanno ospitati.,
 L’Archivio di Stato di Pavia, depositario dell’Archivio del Distretto Militare di Pavia ha fornito ulteriori dati sui militari specificatamente pavesi e verificato se sui Fogli matricolari sono riportati i dati presenti nelle schede e in che misura.
La Società Pavese di Storia Patria , che sta preparando un volume monografico su Pavia e la Grande Guerra coordinerà la redazione di un saggio specifico collegato ad una prima elaborazione delle suddette Schede sul Bollettino del 2015.
 L’Associazione “Amici della Biblioteca Bonetta”, ha collaborato operando praticamente sulle Schede, preparandole alla successiva fase di ripresa digitale con accurata spolveratura, collocazione in nuovi contenitori, ordinamento sillabico e conteggio.

o risorse strumentali eventualmente impiegate nella realizzazione del progetto
nulla da segnalare
o segnalazione di eventuali criticità
il timore che le schede presentassero dei problemi di conservazione e di eventuale restauro si è
rivelato infondato, dal momento
che la maggior parte di esse era racchiusa in casse di legno
o risultati prodotti dalla realizzazione del progetto
ora la Biblioteca possiede in formato digitale quasi 56.000 schede che sono interrogabili of-line
presso la medesima attraverso il motore di ricerca Shesat che permette un'interrogazione
attraverso il cognome dei militari ed è dotato di una opzione che
permette di correggere gli errori di trascrizione dei cognomi sulle schede.
Inoltre la schedatura tramite Archimista di 10.000 schede composte da tre parti:
Dati anagrafici (cognome, nome, paternità e residenza);
Dati militari (classe, grado, distretto, reggimento); dati sanitari (Luogo di ricovero, data
d’arrivo e dimissioni, n° del letto);
Dati medici (descrizione della patologia endogena malattia, epidemia od esogena infortunio,
ferita, annotazioni varie), che verrà messa on-line
sul sito del Comune di Pavia, permetterà un primo approccio all'utenza e servirà per far
conoscere il progetto.
o ricadute e benefici
Il progetto è unico in Italia e quantifica la presenza di militari feriti e ricoverati in Pavia
che dai contemporanei era detta a ragione “Città ospedale” e si presta a ricerche ed
approfondimenti per tutte le discipline socio- storico-economiche,
oltre che per ricerche personali.
o eventuale partecipazione o coinvolgimento di soggetti partner o soggetti attivi sul territorio
questa voce è stata precedentemente descritta

N.B.: Per i progetti di descrizione archivistica, si ricorda che è necessario inviare il file del data base (.aef) ai referenti della Struttura regionale.

Pavia, 18 dicembre 2014 Firma del responsabile del progetto
dott. Giovanni Zaffignani

Complessi archivistici